• chirurgo plastico roma raffaele rauso
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Anestesia in chirurgia plastica facciale

Un paziente che decide di sottoporsi ad un intervento di chirurgia plastica facciale, paradossalmente, nella maggior parte dei casi ha timore dell’anestesia e non dell’intervento chirurgico di per se. Questo accade per innumerevoli motivi, i quali sono prevalentemente psicologici, in quanto il tempo medio per la decisione di sottoporsi ad un intervento di chirurgia plastica facciale è piuttosto lungo, il paziente si informa, legge, chiede ad amici e/o parenti che hanno effettuato un intervento simile, non per ultimo si confronta con il chirurgo plastico; per tanto, una volta giunto il momento dell’intervento è come se effettivamente avesse già vissuto l’intervento stesso, ma rimane sempre la fatidica domanda: “mi sveglierò dall’anestesia dopo l’intervento?”.

 

Proprio per questo è importante spendere qualche parola che possa rassicurare i pazienti che intendono sottoporsi ad un intervento di chirurgia plastica facciale. La maggior parte degli interventi, per non dire la quasi totalità, vengono eseguiti con una sedazione, ovvero senza necessità di intubare il paziente, quindi senza anestesia generale; il paziente durante l’intervento viene sedato con farmaci tranquillanti, a seguire il chirurgo plastico eseguirà l’anestesia loco regionale. Ad ogni modo è bene sottolineare che il paziente non sarà vigile durante l’intervento stesso, sedazione non significa possibilità di trovarsi sveglio nel bel mezzo di un intervento, significa semplicemente una anestesia che prevede l’utilizzo di farmaci a basso dosaggio (più basso rispetto a quello dell’anestesia generale) che vengono ripetutamente per tutta la durata dell’intervento. Questo si traduce in una più rapida ripresa post operatoria!

 

Tuttavia ci sono dei limiti, non tutte le procedure chi chirurgia plastica facciale sono eseguibili in anestesia locale con sedazione; quando, ad esempio, bisogna agire sulle vie aeree (nella rinosettoplastica, nel trattamento dei turbinati, etc, per intenderci) è più sicuro per il paziente effettuare l’anestesia generale, questo va fatto perché se il chirurgo impegna le vie respiratorie, in un eventuale caso di emergenza, l’anestesista non avrà il campo libero per agire. Ricordate che la chirurgia plastica estetica, a meno che non si parli di chirurgia ricostruttiva, è una chirurgia elettiva, ovvero fatta solo se il paziente è in buone condizioni psico-fisiche, per tanto va praticata sempre con il massimo della sicurezza.


Altra caratteristica necessaria per effettuare un intervento in sezione è la durata stessa dell’intervento. Intervento fino alle 2 ore di durata possono essere eseguiti senza problemi in anestesia locale con sedazione, ma all’aumentare della durata dell’intervento, ad esempio per un puri intervento di rinoplastica, lifting facciale e protesi facciali, la gestione di una sedazione anestesiologica diventa più problematica, sopratutto per il risveglio che non diventa più rapido e senza stress. Proprio per questo è sempre molto importante che tutte le variabili siano abbondantemente vagliate nel pre-operatorio, ma sopratutto che chirurgo ed anestesista siano molto affiatati tra di loro per garantire al paziente sempre il meglio. Questa è una delle nostre prerogative, non operare mai con l’anestesista du turno in clinica, ma bensì operare sempre con lo stesso professionista, che conosce a memoria i tempi del chirurgo operatore, tutto questo si traduce in una frase essenziale in chirurgia plastica: “SICUREZZA PER IL PAZIENTE”.