La lipoatrofia è una patologia che si manifesta con la perdita eccessiva di grasso in alcune zone del corpo, spesso braccia e gambe, ma ci sono situazioni in cui è proprio il volto ad esserne colpito. La lipoatrofia facciale è una situazione che spesso si riscontra in persone affette da HIV, costrette ad assumere determinati farmaci che, seppur efficaci nel combattere il virus, hanno come effetto collaterale la distruzione delle cellule adipose del volto.

Questo è il motivo principale per cui le persone affette da HIV presentano un volto smagrito e pelle cadente, ma la lipoatrofia facciale può essere causata anche dai farmaci chemioterapici o da patologie come il diabete e il lupus.

Esistono vari livelli di lipoatrofia del volto e in base alla gravità della situazione, si categorizza in lieve, moderata e severa.
Ciò che è univoco è, invece, il desiderio tra coloro che ne sono affetti, di poter migliorare il loro aspetto per non apparire a se stessi e agli altri come persone “malate”.

La medicina estetica propone da qualche anno una soluzione molto valida per “mascherare” le stigmate della lipoatrofia del volto, che consiste nell’infiltrazione  di sostanze volumizzanti tra cui l’acido ialuronico o l’idrossiapatite calcica.

Andando, infatti, a riempire le zone svuotate con prodotti biocompatibili e riassorbibili, si offre la possibilità di avere un viso più pieno e un pelle più elastica senza incorrere in problematiche legate a intolleranze o reazioni allergiche, nel pieno rispetto della salute e della sicurezza della persona.
Recenti studi hanno dimostrato che la riduzione della lipoatrofia facciale in pazienti con HIV, incide positivamente sull’umore e migliora quindi la socializzazione. Un atteggiamento più aperto e positivo inoltre, rendono ancora più efficace le terapie antivirali e quindi migliora la qualità della vita.

Si tratta di una procedura veloce e non invasiva ma non permanente, in quanto l’effetto del filler ha una durata limitata nel tempo che va dai 6 mesi, (se viene utilizzato l’acido ialuronico) ai 12 mesi (con idrossiapatite calcica).

Il chirurgo estetico che effettua la procedura, può eventualmente optare per l’infiltrazione di altre tipologie di sostanze semi permanenti, per mantenere i risultati nel tempo, ma è una scelta che spetta esclusivamente al professionista, in base alle sue valutazioni dopo un’accurata visita del paziente.

Il professor Raffale Rauso, chirurgo plastico e maxillo facciale con grande esperienza in campo di lipoatrofia facciale, esegue tali trattamenti nelle maggiori città italiane tra cui Roma.

Un filler per contrastare la lipoatrofia facciale
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Prof. Raffaele Rauso

Il Prof Raffaele Rauso, esperto chirurgo plastico e cranio-facciale, opera e riceve in Roma, eseguendo prestazioni di medicina estetica ed interventi con ridotta degenza ed invasività.

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