La rinoplastica è da anni l’intervento di chirurgia plastica del viso più eseguito nel nostro paese. Tanti sono i pazienti che dopo essersi sottoposti alla chirurgia estetica del naso ritrovano la sicurezza in sé stessi, soddisfatti del nuovo aspetto.

D’altra parte sono però tanti anche coloro che si ritrovano a fare i conti con un risultato estetico davvero spiacevole a volte anche seguito da problematiche funzionali del nuovo naso.

In questi casi è necessario ricorrere ad un nuovo intervento chirurgico e si parla pertanto di rinoplastica secondaria.

Il termine è infatti utilizzato per indicare un intervento da eseguire su una naso già precedentemente sottoposto ad una procedura di chirurgia estetica. Il ricorso ad un nuovo intervento chirurgico può dipendere da molteplici fattori, come ad esempio, alcune complicanze sorte nel post operatorio o, in casi peggiori, da un errore da parte del chirurgo durante l’intervento.

Da un punto di vista chirurgico, eseguire una rinoplastica secondaria è sempre più complesso rispetto ad un primo intervento estetico, in quanto il chirurgo dovrà operare in una zona già caratterizzata da tessuto cicatriziale.

Inoltre in alcuni casi per la correzione estetica di un naso, è necessario l’allestimento di cartilagine supplementare, a causa della sua eccessiva asportazione nel primo intervento di rinoplastica. Il tessuto, in questi casi, è prelevato da altre zone del corpo come orecchie e, in casi più gravi, dalle costole.

L’intervento di rinoplastica secondaria permette certamente di correggere un naso precedentemente compromesso ma è sempre fondamentale affidarsi ad un professionista con esperienza per evitare di ritrovarsi nuovamente con un risultato ben lontano da quello sperato.

Per ulteriori informazioni sulla rinoplastica secondaria, a Roma potete rivolgervi al Prof. Rauso Raffaele.

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